UNA VALLE DI TOPONIMI


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Leggende e aneddoti

Analisi toponimi capolouogo > Rondeneto

DESCRIZIONE

IL LAC DE RONDENET

Al tempo dei tempi, vi era una gran distesa di erba trapuntata di fiori al cui centro era collocata una cascina dai Coppi Vermigli. Quando a primavera le rondini tornavano dai paesi del sud, dimoravano copiose in quel verde altipiano color smeraldo.
Perciò quell'alpe tanto bella fu appellata col nome di Rondeneto, ovvero casa delle rondini. Un giorno comparve dal sentiero di Dosso Rotondo una figura che si appressò alla cascina senza che i cani scatenassero la solita canizza, anzi, corsero docilmente incontro al forestiero annusandogli e leccandogli i callosi calcagni. Si trattava del frate della cerca che ogni anno percorreva le valli Bresciana, Gabbia, dell'Orso, attorno al Muffetto, a raccogliere offerte di prodotti per il proprio convento e per i poveri che ogni giorno bussavano alla porta del refettorio. Varcò la soglia della cascina con umiltà e pronunciando parole di pace.
All'interno il casaro, che si tramanda provenisse dalla vicina Val Trompia, uomo borioso e incline all'ira, lo accolse con ostilità e parole ingiuriose e alla richiesta del religioso reagì spingendolo fuori con violenza e cattiveria.
Mentre il frate si allontanava mesto e sconsolato, il cattivo malghese dalla soglia ancora inveiva e sghignazzava contro di lui e contro la religione. La sera si approssimava ma stranamente la mandria non rientrava, come di consueto, per la mungitura, ma rimaneva a brucar erba nei pascoli più lontani. Giunto allo svolto, dove il sentiero gira verso la malga di Cimosco, il buon frate udì la terra tremare ed un boato spaventoso: girandosi indietro, con sua grande meraviglia, vide la vasta spianata verde inabissarsi dentro una conca profonda e la cascina dai coppi rossi inghiottita dalla acque di un lago vorticoso che si era formato al centro del vasto avvallamento.
Era la giusta sanzione che Dio aveva voluto infliggere alla cattiveria umana, sprofondando l'egoista casaro triumplino nelle acque profonde del lago di Rondeneto, dentro cui dovrà restare sino alla fine dei tempi ad espiare la propria malvagità. Ancor oggi , nelle rare notti in cui il soffio del vento si fa tenue e gli animali della notte tacciono, a chi si siede sulle rive del lago par di udir, fra i flutti delle acque, il cigolio ritmato della zagola di legno del cattivo casaro che gira….


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