UNA VALLE DI TOPONIMI


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Come veniva utilizzato

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DESCRIZIONE

L'economia fu per secoli eminentemente agricola. Territorio "fertilissimo" di biade, di frutta e fornito di gelsi, di castagneti, di prati, di pascoli e di boschi di basso e di alto fusto" lo diceva il Maironi da Ponte nel 1819. In qull'anno l'estimo censuario era di scudi 17.274,55100 e gli estimati 54. Come "tutto agricolo" e con un estimo in scudi di 17.234.1 era considerato nel 1850. Nel 1870 i prodotti vegetali, in anno normale, si potrebbero ritenere di ettolitri 1500 di granoturco, 150 di frumento; miriagrammi 14,0000 di foglia gelsi, 2600 di vimini, 1000 di frutta; le castagne si possono calcolare 4000 ettolitri. L'allevamento del bestiame in fiore, a cagione delle molte praterie e pascoli; quindi un trecento cinquanta giovenche si tengono costantemente in paese, le quali servono anche per l'agricoltura ed altri usi campagnoli: non piccola ricchezza offrono i bachi da seta. I boschi fornivano carbone per alimentare fucine del luogo, e forni fusori di Pisogne, Cerveno e di Castro: qui il solo stabilmento Gregoriani ne assorbiva ogni anno dai due ai tremila sacchi. Nel XV secolo il paese aveva assunto una certa importanza, per la produzione di spade in cui la popolazione si distingueva particolarmente.

FONTI INFORMATIVE

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